Bilancio approvato a giugno? La scadenza non è oggi

Pubblicato il: 29 Luglio 2026

Adempimenti fiscali

Bilancio approvato a giugno? La scadenza non è oggi

Un equivoco molto comune: chi ha approvato il bilancio il 29 giugno pensa di dover comunicare all’Anagrafe Rapporti entro un mese esatto da quella data, quindi oggi. Non funziona così: la scadenza è legata al mese di approvazione, non al giorno esatto.

La regola corretta

Il termine non si calcola “un mese dopo la data di approvazione”, ma come ultimo giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui il bilancio è stato approvato. Se quel giorno cade di sabato o domenica, la scadenza anticipa al giorno lavorativo precedente:

  • Bilancio approvato entro aprile → scadenza ultimo giorno lavorativo di maggio.
  • Bilancio approvato entro maggio → scadenza ultimo giorno lavorativo di giugno.
  • Bilancio approvato entro giugno → scadenza ultimo giorno lavorativo di luglio.
Esempio pratico: un bilancio approvato il 29 giugno 2026 ha come scadenza il 31 luglio 2026 (venerdì, giorno lavorativo), non il 29 luglio. Un altro esempio utile: nel 2026 il 31 maggio cade di domenica, quindi chi ha approvato il bilancio entro aprile ha come scadenza reale venerdì 29 maggio, non il 31.

Perché nasce l’equivoco

È facile confondersi perché in molti altri adempimenti fiscali si ragiona “a giorni” (es. entro 30 giorni da un evento). Qui invece la regola guarda al mese solare, con l’aggiustamento sui giorni lavorativi: che il bilancio sia stato approvato il 3 giugno o il 29 giugno, la scadenza resta identica, l’ultimo giorno lavorativo di luglio.

Cosa succede se ti confondi

Chi anticipa l’invio per errore non ha problemi. Il rischio reale è l’opposto: chi pensa di avere fino al 29 luglio, si organizza per quella data, e nel farlo non è realmente in ritardo, ma vive con ansia una scadenza che in realtà ha ancora qualche giorno di margine. Conviene comunque non ridursi all’ultimo giorno utile, per avere margine in caso di problemi tecnici in fase di invio.

Un’altra cosa da ricordare

La data di inizio da indicare per un rapporto è sempre quella effettiva: ad esempio, se hai acquisito una partecipazione, è la data reale di acquisto. Non va inserita né la data di approvazione del bilancio né, genericamente, il 31/12 dell’anno di riferimento: sono errori comuni, ma la data deve rispecchiare il fatto reale.

Il tipo di invio (ordinario o straordinario) lo imposta automaticamente il programma: risulta “oltre i termini” se, nel momento in cui si genera la comunicazione, si è oltre il mese successivo alla data di inizio del rapporto, così come previsto dal tracciato tecnico dell’Agenzia delle Entrate. Per chi approva il bilancio in questi giorni è normale che risulti così, e non comporta alcuna sanzione.
Hai un dubbio sulla tua scadenza?

Scrivici, verifichiamo insieme

Se non sei sicuro di quale sia la scadenza corretta per il tuo caso, contattaci con la data di approvazione del bilancio: verifichiamo insieme.