Adempimenti fiscali
Anagrafe Rapporti Finanziari: cos’è e chi deve occuparsene
Se lavori in uno studio o gestisci un’azienda, il nome “Anagrafe dei Rapporti Finanziari” prima o poi lo incontri. Ma cos’è di preciso, e soprattutto: riguarda anche te? Vediamolo in modo semplice, senza tecnicismi inutili.
Di cosa si tratta, in parole semplici
L’Anagrafe dei Rapporti Finanziari è un archivio gestito dall’Agenzia delle Entrate che raccoglie i dati sui rapporti finanziari attivi in Italia: conti correnti, depositi, partecipazioni societarie, e altri rapporti simili. Serve principalmente per i controlli fiscali e antiriciclaggio.
Non è compilata dai cittadini, ma da chi gestisce questi rapporti per conto di altri: banche, ma anche società che detengono partecipazioni rilevanti (le Holding) e altri soggetti definiti dalla legge “operatori finanziari”.
Chi è obbligato a comunicare
Il caso più comune per uno studio professionale è la Holding: una società che detiene partecipazioni in altre aziende. Non tutte le Holding sono uguali dal punto di vista di questo obbligo:
- Holding Pura — nata solo per detenere partecipazioni. È sempre obbligata, dalla costituzione.
- Holding Mista — ha anche un’attività operativa vera e propria. È obbligata solo se le partecipazioni superano il 50% dell’attivo di bilancio (il cosiddetto Test di Prevalenza).
Cosa succede se non si comunica
La mancata comunicazione, o una comunicazione sbagliata, è sanzionata dall’Agenzia delle Entrate. Le regole sulle sanzioni sono state riviste dal Decreto Sanzioni (D.lgs. 87/2024), che ha modificato l’articolo 10 del D.lgs. 471/1997.
Come si comunica, in pratica
Chi è obbligato deve seguire tre passaggi preliminari, una tantum, prima di poter inviare le comunicazioni vere e proprie:
- Accreditamento al SID — il Sistema di Interscambio Dati, con attribuzione di un numero di accreditamento.
- Iscrizione al REI — il Registro degli Indirizzi, serve una PEC e un responsabile della comunicazione.
- Generazione dell’ambiente di sicurezza — i certificati di firma, da rinnovare ogni 3 anni.
Fatto questo, si passa alle comunicazioni periodiche vere e proprie: mensili per le variazioni, più un saldo annuale.
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I tre adempimenti li facciamo noi
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