CRS e FATCA: guida completa allo scambio automatico di informazioni

CRS e FATCA: guida completa allo scambio automatico di informazioni

Lo scambio automatico di informazioni finanziarie è uno degli strumenti più incisivi messi a punto dalla comunità internazionale per contrastare l’evasione fiscale transfrontaliera. Due gli acronimi che ogni professionista incontra prima o poi: CRS (Common Reporting Standard, OCSE) e FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act, Stati Uniti). Regole simili nell’impianto, diverse nei dettagli, accomunate dall’effetto: le istituzioni finanziarie italiane — incluse molte holding — devono identificare i titolari di conti esteri e comunicarli all’Agenzia delle Entrate, che li gira poi alle autorità fiscali straniere.

In questa guida chiariamo chi è obbligato, cosa va comunicato, quali sono i passaggi operativi e soprattutto come gestire le situazioni più frequenti: questionari dell’Agenzia, invii tardivi, errori di trasmissione. Un’attenzione particolare è dedicata alle holding, che sono uno dei soggetti più colpiti dagli obblighi CRS e spesso lo scoprono solo dopo aver ricevuto una lettera di compliance.

Ogni sezione rimanda agli approfondimenti pubblicati nel blog.

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1. Cos’è la CRS e come funziona lo scambio automatico

La Common Reporting Standard è lo standard OCSE adottato da oltre cento giurisdizioni per lo scambio automatico annuale delle informazioni finanziarie. In pratica, ogni istituzione finanziaria identifica i titolari di conto residenti in un paese diverso da quello in cui opera e ne comunica i dati all’autorità fiscale locale, che li trasmette al paese di residenza del titolare.

Il quadro d’insieme, con la logica di funzionamento e il perimetro soggettivo, è nell’articolo cos’è la comunicazione CRS.

2. Chi è il soggetto obbligato

Il concetto di “soggetto obbligato” è il cuore della disciplina: non tutte le entità che maneggiano attività finanziarie ricadono nell’obbligo, ma i criteri di qualificazione sono tecnici e spesso contro-intuitivi. Banche, intermediari finanziari, trust, holding con determinate caratteristiche: ciascuno va valutato sulla base della prevalenza dei ricavi da attività finanziaria e della natura degli asset gestiti.

Per l’inquadramento generale rimandiamo a cos’è il soggetto obbligato e a prevalenza e comunicazioni all’Anagrafe Tributaria, che spiega il test di prevalenza usato per determinare lo status di financial institution.

3. Holding e CRS: un obbligo spesso trascurato

Le holding sono uno dei soggetti più frequentemente coinvolti — e più frequentemente ignari — dagli obblighi CRS. Molte holding familiari qualificate come investment entity devono trasmettere le comunicazioni pur non avendo alcun rapporto bancario con soggetti esteri in senso stretto: basta la qualifica.

La questione è affrontata in CRS e holding e le holding devono fare la comunicazione CRS, con aggiornamenti nel più recente gli obblighi delle holding relativi alle comunicazioni FATCA e CRS. Un caso applicativo interessante riguarda i trust: trust e scambio informazioni CRS.

4. Adempimenti operativi: registrazione SID e invio

Per trasmettere le comunicazioni CRS il soggetto obbligato deve essere registrato al SID (Sistema di Interscambio Dati) dell’Agenzia delle Entrate, con un ambiente di sicurezza configurato correttamente e certificati di firma validi.

La procedura per la holding è descritta in registrare la holding al SID. Per la gestione dei certificati di firma rimandiamo a certificati di firma e ambiente di sicurezza e all’aggiornamento dell’ambiente di sicurezza Entratel-SID, passaggio che periodicamente richiede rigenerazione delle chiavi.

Sul fronte della gestione accentrata — cioè del soggetto che trasmette per conto di più entità del gruppo — è utile l’articolo struttura accentrata.

5. Errori, invii tardivi e questionari dell’Agenzia

Una volta trasmesse le comunicazioni, il rapporto con l’Agenzia non finisce. Capita di ricevere questionari di compliance, richieste di chiarimento, segnalazioni di anomalie. Saper leggere questi messaggi e rispondere nei termini è parte integrante dell’obbligo.

Sui questionari il riferimento è invio questionario da ADE per CRS inviate. Per gli invii CRS dopo il 30 giugno esistono modalità dedicate che evitano sanzioni sproporzionate.

6. Ricezione e lettura dei file dall’Agenzia

L’Agenzia restituisce ricevute e, in caso di problemi, file di errore. Interpretarli correttamente è fondamentale per chiudere il ciclo di comunicazione e — quando necessario — ripresentare i dati corretti.

La procedura operativa è in come leggere i file ricevuti dall’Agenzia, mentre la lettura degli errori più ricorrenti è trattata in come leggere gli errori segnalati dall’Agenzia.

7. Scadenze e calendario annuale

La scadenza principale per l’invio CRS è fissata al 30 giugno di ogni anno, con riferimento ai dati dell’anno precedente. Gli invii successivi alla scadenza sono possibili ma seguono regole specifiche, che conviene conoscere in anticipo per evitare sanzioni.

Per il quadro storico e le prime scadenze rimandiamo a invio dati OCSE CRS. Il calendario è coordinato con quello degli altri adempimenti verso l’Anagrafe Tributaria: vale la pena integrarlo con la lettura di scadenza della comunicazione annuale dei saldi per avere una visione completa.

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Per la trasmissione delle comunicazioni CRS e FATCA, StarSoluzioni mette a disposizione software dedicati che accompagnano l’intero ciclo: identificazione dei conti, generazione del file conforme al tracciato OCSE/IRS, firma, invio al SID, gestione delle ricevute e dei file di errore.

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